Gotze entra nella leggenda - Germania Campione del Mondo!

di Michele Pavese
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Ventiquattro anni dopo il trionfo di Italia ‘90, la Germania torna sul tetto del mondo, battendo, oggi come allora, l’Argentina. Come quattro anni fa, la finale del Mondiale si decide con un gol nei tempi supplementari. L’eroe del Maracana è Mario Gotze: il guizzo dell’ex prodigio del Borussia Dortmund spezza la resistenza di una straordinaria Argentina al 113'. Per i sudamericani è una delusione enorme: la squadra di Sabella ha giocato meglio, rischiando pochissimo e sciupando le occasioni più clamorose. Cade così uno dei tabù più vecchi del calcio: la Nazionale tedesca è la prima europea a vincere nel continente americano. È un successo meritato, ottenuto da un gruppo unito, giovane (Gotze ha 22 anni, non era ancora nato quando Brehme infilò dal dischetto Goycoechea), che raccoglie i frutti del duro lavoro cominciato quel 4 luglio 2006, dopo la sconfitta di Dortmund contro l'Italia. Nove giorni dopo, il 13 luglio, Joachim Low venne nominato CT. Oggi, 13 luglio 2014, la sua Germania è Campione del Mondo.

LA PARTITA - Come da copione, è la Germania a fare la partita. Il possesso palla dei tedeschi però è abbastanza sterile e a tratti presuntuoso. L’Albiceleste difende molto bassa, con almeno nove uomini dietro la linea del pallone, e riparte affidandosi al lancio lungo per sorprendere la linea difensiva avversaria, che al contrario gioca alta. Messi e Lavezzi, con le loro accelerazioni, mettono in grande difficoltà Hummels e Howedes. Al 21’ arriva il primo squillo: Kroos effettua un sanguinoso retropassaggio di testa, Higuain si invola in solitaria verso Neuer, ma tira in modo sbilenco. Low, che ha già perso Khedira nel riscaldamento, è costretto a rimpiazzare anche il sostituto Kramer, intontito dopo un contrasto con Garay, con Schurrle. Il cambio rivitalizza la Germania, che comincia ad attaccare con più incisività. Proprio il neo-entrato viene servito da Muller e scarica un bel destro dai 20 metri, Romero è attento e respinge nonostante il fuorigioco ravvisato su Ozil, che disturbava la sua visuale.

Lavezzi è particolarmente ispirato: recupera palloni e fa ripartire i suoi con grande rapidità, mettendo in costante apprensione la retroguardia opposta; Mascherano è il solito lottatore, Garay e De Michelis sono perfetti nelle chiusure. Dall'altra parte, i migliori sono senza dubbio Lahm e Schweinsteiger. La sfida è molto tattica, la Germania fa fatica a trovare il varco giusto e a dare velocità alla manovra. Quando il primo tempo sembra volgere al termine senza emozioni, il match si infiamma improvvisamente. Al 40’ Boateng compie un miracoloso salvataggio sulla linea dopo un’azione personale di Messi che aveva superato anche Neuer. Tre minuti dopo, Kroos si smarca al limite dell’area ma tira debolmente tra le braccia di Romero. La più incredibile delle palle gol capita sulla testa di Howedes al 47', sugli sviluppi di un angolo calciato dalla destra: il terzino colpisce il palo a Romero battuto. Negli spogliatoi Sabella toglie un esausto Lavezzi e inserisce Aguero. Ad inizio ripresa, Messi riceve alle spalle di Boateng, ma manca la rete angolando troppo il sinistro da posizione favorevole. Sarà l'unico squillo degno di nota del fuoriclasse del Barcellona..

SUPPLEMENTARI - L’impressione è che nessuna delle contendenti voglia prendersi dei rischi. Così, fino al 90’, non succede praticamente nulla. L’Argentina è più quadrata e concede pochissimo ai teutonici. Inevitabile l’epilogo ai supplementari, che iniziano con i fuochi d’artificio: Schurrle si incunea in area e tira in corsa, ma la conclusione è troppo centrale. Sul ribaltamento di fronte, Boateng e Hummels, con due chiusure straordinarie, evitano ad Aguero e  Messi di involarsi verso la porta di Neuer. Le due squadre sono stanche e poco lucide. Palacio, servito da Rojo ancora alle spalle di Hummels, ha tutto il tempo di controllare e calibrare il pallonetto. Come in semifinale, però, all'attaccante dell'Inter manca la freddezza (e la classe) necessaria, e la sfera finisce incredibilmente lontana dalla porta.

L'UOMO DELLA PROVVIDENZA - L’Argentina meriterebbe la vittoria ai punti, ma il Maracana non è un ring e il calcio sa essere più crudele del pugilato. Quando tutto sembra portare ai calci di rigore, Schurrle se ne va come un treno sulla sinistra e mette in mezzo, dove è puntuale l’inserimento di Mario Gotze (entrato all'88'). Il trequartista del Bayern, molto criticato nel corso di questo Mondiale, controlla con il petto e in un millisecondo incrocia di sinistro. È il gol della vittoria, il gol che regala alla Germania il suo quarto titolo iridato. Messi ha l'opportunità di cambiare il destino suo e dell'Albiceleste: al 121' Rizzoli fischia una punizione dal limite per un fallo subito dallo stesso capitano argentino. Potrebbe essere un momento storico, invece il tiro finisce alle stelle. Come quelle tedesche, le uniche a brillare nel cielo di Rio.


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